Verdi, La traviata

Atto primo

[1] Preludio. Parigi. Durante una serata brillante, Alfredo Germont, un giovane di buona famiglia, conosce Violetta Valéry, padrona di casa e famosa mondana. Per ringraziare dell'ospitalità, Alfredo propone un brindisi in onore del vino e dell'amore [2] (Libiamo ne' lieti calici). Mentre tutti ballano, Violetta accusa un leggero malore e Alfredo ne approfitta per dichiararle tutto il suo amore [3] (Un dì, felice) al quale lei risponde in modo malizioso. Ma una volta rimasta sola, si chiede che cosa la turbi [4] (È strano!... Ah, fors'è lui) e alla fine deve ammettere di essersi innamorata, che follia!, per la prima volta in vita sua.

Atto secondo/Scena prima

Alfredo e Violetta ormai vivono insieme in una villa fuori Parigi. Il giovane è pazzo di felicità [5] (De'miei bollenti spiriti), ma la tragedia è già in agguato. Il padre di Alfredo, Giorgio Germont, si reca in visita da Violetta e le chiede di rompere il legame scandaloso con suo figlio [6] (Pura siccome un angelo) perché, fino a quando questo amore durerà, non potranno essere celebrate le nozze dell'altra sua figlia. Il faccia a faccia fra i due è lungo e drammatico [7] (Non sapete quale affetto), [8] (Un dì quando le veneri), ma alla fine Violetta cede e decide di scrivere ad Alfredo una lettera d'addio [9] (Dite alla giovine). Violetta, rimasta sola, si appresta a scrivere a un amico [10] (Dammi tu, forza, o cielo!) e vorrebbe scrivere allo stesso Alfredo, quando questi sopraggiunge [11] (Che fai? Nulla... Amami Alfredo). Alfredo è molto prostrato, ma, seppur a malincuore, accetta di seguire il padre a Parigi [12] (Di Provenza il mar, il suoi).

Atto secondo/Scena seconda

Festa grande a casa di Flora, un'amica di Violetta. Un gruppo di gitane [13] (Noi siamo zingare/le) inscena una danza per intrattenere gli ospiti. Appare Violetta al braccio del barone Douphol, sua antica fiamma. Anche Alfredo è fra gli invitati. Fra i due uomini scoppia una lite che ben presto degenera in una sfida a duello. Violetta si intromette ma Alfredo, pazzo di collera e di gelosia, la offende pubblicamente. La costernazione è generale. Anche Giorgio Germont rimprovera il figlio Alfredo per il suo comportamento, senza però rivelargli la verità.

Atto terzo

[14] Preludio. Il male che da tempo affligge Violetta si è aggravato. Accudita dalla fedele Annina e dal dottor Grenvil, l'infelice sa cosa la aspetta. Giunge una lettera di Giorgio Germont: finalmente ha deciso di rivelare al figlio la verità. Violetta è molto stanca e ormai anche le speranze di rivedere l'amato vanno affievolendosi [15] (Addio del passato). Improvvisamente compare Alfredo. I due amanti ritrovati fanno progetti per un futuro insieme lontano da Parigi [16] (Parigi, o cara). Ma purtroppo è solo un'illusione: minata dalla tisi, Violetta muore. Adesso, però, è serena: ormai ha ritrovato l'amore e ha anche perdonato chi l'ha così profondamente ferita... [17] (Ah! Violetta!).